Notizie dal gruppo di lettura GDL (66°)

Fedor Dostoevskij

Il giocatore

21 febbraio 2012

foto copertina
Una copertina.

Ieri sera si è tenuto il 66° incontro del gruppo di lettura della nostra biblioteca e ne abbiamo anche festeggiato il 6° compleanno; in questa occasione, inaspettatamente e con nostra grande soddisfazione, ben 6 nuove lettrici hanno partecipato alla serata!!!

Direi che dopo aver sottolineato le scaramantiche coincidenze, si può cominciare ad affrontare il libro letto “Il giocatore” (forse un invito a giocare con tali numeri….?) di Fedor Dostoevskij, scritto nel 1866 in una ventina di giorni (ma… non solo 6).
Per alcuni è stata una felice e nuova rilettura dopo tanti anni, ed è stata ri-scoperta e ri-trovata un’opera nuova e più ricca rispetto alla precedente, aiutati dal tempo, che in questo caso amico, ha donato più esperienza e nuove capacità di lettura.
Per altri è stata un’occasione per avvicinare un autore che, forse, ha sempre intimorito, soprattutto per la mole di altri suoi romanzi più famosi.
In ogni casi questo romanzo breve di Dostoevskij non è stato giudicato il più adatto per conoscerlo o per poterlo comprendere anche se questo non è il parere della critica letteraria.
Infatti Il giocatore è stato scritto da Dostoevskij in un mese insieme ad un altro romanzo, Delitto e castigo, perché pressato dagli editori e per poter pagare i suoi debiti di gioco!
Questa pressione e l’ansia da produzione forzata è stata percepita da molti, soprattutto nella prima parte che è stata definita ostica. Poi, aperto il flusso creativo, ecco che un nuovo personaggio entra in scena, la babuska, la nonna, e con lei una ventata di vitalità, di leggerezza nel fare e del creare, ecco la genialità dell’autore che lascia i personaggi definirsi e rotolare nella loro storia. La conclusione, poi, non è sentita come un vero finale, ma un momento in cui mettere il punto alla storia del personaggio.

foto di Dostoevskij
Fedor Dostoevskij

Quello che sappiamo è che il giocatore tale resterà, manca la redenzione che è un momento fondamentale nelle opere di Dostoevskij. Alcuni lettori hanno aggiunto che non c’è riscatto perché nel protagonista non c’è colpa se non quella di voler appartenere ad una classe sociale che non è la sua (possiamo vedere il sodalizio inaspettato con la giovane “escort” francese M.lle Blanche). Nel romanzo non si avvertono la passione amorosa e le sue pressioni, Pauline la donna di cui il personaggio dichiara di essere innamorato, resta marginale e poco definita, ci sfuggono i motivi del suo comportamento diviso e forse più confuso del giocatore stesso.


Per il prossimo incontro che si terrà martedì 27 marzo 2010, con un colpo di mano… leggeremo un’opera di un autore giapponese Haruki Murakami “Nel segno della pecora”, un romanzo del 1982 edito da Einaudi che chissà se saprà sopravvivere ai prossimi 100 anni….

Chi fosse interessato può chiedere in biblioteca o telefonare allo 051940064 o scrivere a [email protected]

One Comment on Notizie dal gruppo di lettura GDL (66°)

  1. 1. Voto: 6 1/2
    2. Scrittura: è stata durissima leggere i primi 2-3 capitoli, i nomi russi sono difficili e ho fatto veramente tanta fatica a capire da chi fosse composta la famiglia, dopo aver superato questo problema, il libro è scorrevole, la scrittura ben strutturata. A volte le frasi iniziano molto complesse per poi snocciolarsi in una conclusione semplice e comprensibile
    3. Racconto: Lait motiv del libro: i numerosi vizi dell’essere umano in tutte le sue forme. Il gioco, come droga o come sfida vissuta dall’uomo, è descritto molto bene nel confronto tra l’approccio allo stesso da parte di un ricco e quello da parte di un povero. Per il ricco il tavolo da gioco è organizzato unicamente per il suo diletto, per farlo divertire e non come per i poveri, invece, che si ostinano a giocare per diventare ricchi … gentaglia che gioca in maniera assai sporco.
    4. Personaggi:
    • Aleksej Ivanovic: un uomo irrequieto, un autolesionista, un attaccabrighe. Cosa penso di lui è scritto benissimo “ Non so rendermi conto di ciò che mi accade; se mi trovi veramente in uno stato di esaltazione o se semplicemente sia uscito di senno e commetta sconvenienze sino a che non mi legheranno”. Ogni volta commette sempre un errore, è consapevole di sbagliare e lo fa, sempre per assecondare la follia di Polina. A tratti mi sembra un ingenuo e tranquillo precettore, pieno di debolezze che cerca nel gioco autostima. Cerca la dimostrazione di saper fare bene una cosa di fronte agli altri, con ostinazione. Alla fine però risulta perdente ed antipatico, non provo per lui pena, anzi rabbia, perché il lui c’è la consapevolezza di quello che combina.
    • Polina: una volitiva approfittatrice, si comporta malissimo con il povero Aleksej Ivanovic, il quale risulta succube degli atteggiamenti della donna.
    • Nonna: forse la persona più determinante del libro. Tosta, decisa e decisiva, tiene in pugno una famiglia e se ne fa beffa. Il personaggio che ho preferito.

     Dal libro esce una spietata descrizione dei russi. Ho avuto l’impressione che l’autore abbia voluto mettere a nudo i vizi non solo dell’uomo, ma soprattutto dei russi. Sono descritti come dei sempliciotti, ubriaconi, dei lachè, senza passioni “sane”. E’ un libro quasi denuncia. Si mettono a nudo i russi e il loro modo di vivere. Sarà vero?

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