Notizie dal gruppo di lettura GDL (68°)

Antonio Tabucchi

Sostiene Pereira

17 aprile 2012

copertina libro sostiene-pereira-antonio-tabucchi
La copertina del libro.

Sempre più numerosi (25) i lettori che ieri sera si sono incontrati nella biblioteca di Castel San Pietro Terme per parlare e confrontarsi sul libro letto “Sostiene Pereira” dell’autore da poco scomparso Antonio Tabucchi.
La serata è stata una acclamazione generale, un 100% di approvazione e gradimento e tanti sono i motivi che fanno di questo romanzo un’opera che rimarrà nel tempo.
Per alcuni è stata molto forte la risonanza con il lutto non superato e il rapporto che il protagonista ha con la moglie defunta, mantenendo un continuo dialogo/monologo interiore ad alta voce… con la sua fotografia…
Molti hanno percepito la malinconia considerata tipica del Portogallo, o almeno quello che di quel Paese ci piace pensare; i tempi lunghi e lenti, ma che non rallentano la narrazione.
La locuzione sempre ripetuta “sostiene Pereira” (è stata contata più di 270 volte…) intitola il romanzo, serve per scandire, ritmare, anche se ha infastidito qualcuno…, è una cadenza ritmica, cantata dal coro, qualcuno l’ha definita un basso-continuo, rafforza il moto lento e l’inerzia del personaggio che solamente quando sarà spinto e incalzato dagli eventi sempre più pressanti e violenti, lo renderanno capace di un eroico riscatto finale.
Ci siamo chiesti quali sono gli elementi che rendono unanime il favore dei lettori, alcune le risposte:
una ottima scrittura, una cifra stilistica apparentemente semplice ma perfetta, la messa in campo di valori universali quali l’amore, la democrazia, la libertà che gentilmente e gradualmente vengono trattati senza scivoloni demagogici…

foto di AntonioTabucchi
Antonio Tabucchi

Alcuni hanno percepito questo romanzo come una storia sui diritti e sulla libertà, altri hanno amato il Pereira che non nasce eroe, non vorrebbe nemmeno esserlo, è l’uomo tranquillo che fino all’ultimo momento non vuole credere nella eventualità della dittatura, non può credere possibile che nel suo Paese si possa arrivare alla ottusa limitazione alla libertà di stampa, di espressione del pensiero e della cultura. Il Pereira lentamente, per piccoli passaggi progressivi percepisce, dapprima come un fastidio, poi sempre più in un crescendo, l’oppressione del controllo politico fino a prendere lui stesso un’iniziativa eversiva.

Analogie con la nostra storia del primo Novecento?
Altri mille i motivi gli spunti il tutto accompagnato dal “Sostiene Pereira” pellicola cinematografica di Roberto Faenza che con l’ultima interpretazione di Marcello Mastroianni ci ha regalato la voce e il corpo che saranno per sempre e per tutti Pereira.

Il prossimo incontro del Gruppo di lettura è previsto per martedì 22 maggio ore 20.45 in biblioteca.
Il libro che leggeremo “Altri libertini” di Pier Vittorio Tondelli, libro pubblicato per Feltrinelli nel 1980 dall’allora venticinquenne esordiente autore. Sequestrato dalle autorità giudiziarie per il reato di oscenità venti giorni dopo la sua comparsa in libreria, Altri libertini verrà “riabilitato” nel processo celebrato a Mondovì (Cuneo) nel 1981.
Chi fosse interessato può chiedere in biblioteca o telefonare allo 051940064 o scrivere a biblioteca[email protected]

immagina del film SostienePereira
Marcello Mastroianni interpreta Pereira

One Comment on Notizie dal gruppo di lettura GDL (68°)

  1. 1. Voto: 8
    2. Scrittura: molto fluida, scorrevole. Elemento importante: i dialoghi non sono scritti come solito, ma sono un flusso continuo. Anche in questo libro, non si legge sia il nome del protagonista sia quello della moglie defunta.
    La ripetizione, quasi ossessiva, in ogni pagina della parola sostiene Pereira (sintagma) ha dato un ritmo al libro, alla fine cercavo la parola in ogni pagina, mi son maggiormente concentrata sul personaggio.
    Nota in fondo al libro: “in portoghese Pereira significa albero del pero, e come tutti i nomi degli alberi da frutto, è un cognome di origine ebraica, così come in Italia i cognomi di origine ebraica sono nomi di città. Con questo volli subito rendere omaggio a un popolo che ha lasciato una grande traccia nella civiltà portoghese e che ha subito le grandi ingiustizie della Storia.”
    3. Racconto: è ricco di tanti spunti, inseriti con molta semplicità:
    – Il regime di Salazar: è un sottofondo al tutto il libro, ma in modo discreto, per poi sfociare nella parte finale con la violenza.
    – Il cibo: due elementi ricorrenti: la omelette con le erbe aromatiche e la limonata. Una fissazione per Pereira.
    – Pereira: vittima delle sue fissazioni.
    • non ho capito se faccia finta di non sapere come vanno le cose durante il regime o meno. A volte quando parla con il cameriere (Manuel) sembra interessato, però nella vita quotidiana non dimostra tutta questa consapevolezza;
    • la morte e la moglie: è una ossessione, dimostra tuttavia un fortissimo legame con la donna, belle le scene in cui lui parla con il ritratto della moglie che ha in casa, se lo porta con sé (alle terme, alla casa di cura e poi quando scappa)
    • Cameriere Manuel: un piccolo rivoluzionario in borghese, il vero informatore di Pereira, gli fa pensare cosa possono fare gli intellettuali e i giornalisti nel regime. Gli dice spesso: “ma se non lo sa lei che fa il giornalista?”.
    • Monteiro Rossi e Marta: i partigiani del Portogallo
    • Medico Cardoso: un letterato che capisce benissimo come è Pereira e come va il mondo. Cita la teoria di Freud sugli eventi che possono sconvolgere l’equilibrio di una persona.
    • Direttore del giornale: un furbetto
    • Padre Antonio: il Don Gallo del Portogallo.
    – L’ho considerato come un vero e proprio libro denuncia: degli orrori del regime e di tutti quegli intellettuali che lo hanno supportato. Quale regime? Quello italiano o portoghese? Direi molto italiano. Vengono “colpiti” i vari scrittori italiani: D’Annunzio, Marinetti, ma non direttamente da Pereira bensì da Monteiro tramite i suoi scritti.
    – Bello il finale che reputo il riscatto di Pereira, un trucco azzardato, che rappresenta la denuncia dell’omicidio e del regime, poi fugge dal Portogallo.

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