Notizie dal gruppo di lettura GDL (69°)

Pier Vittorio Tondelli

Altri Libertini

22 maggio 2012

Altri Libertini copertina
Copertina

Si è tenuto ieri sera in biblioteca il 69° incontro del gruppo di lettura, diciotto erano i lettori partecipanti, il libro letto era “Altri libertini” di Pier Vittorio Tondelli. Questo libro non era certamente un libro facile né per il linguaggio utilizzato né per i contenuti…
La violenta forza evocativa espressa dall’autore ha messo in difficoltà parecchi lettori tanto da non voler continuare né tantomeno terminare la lettura.
Ricordiamo che questo romanzo è l’opera prima dell’autore, scritto nel 1979 e pubblicato nel 1980 dalla Feltrinelli, ritirato pochi mesi dopo (ma già alla terza ristampa) per blasfemia e oltraggio alla morale. Fu un boom editoriale per quei giovani che vi si riconoscevano, diventò un romanzo cult insieme a pochissime altre opere italiane di quei tempi.
L’opera si presenta come una raccolta di 6 racconti, ma l’aria che si respira è la stessa in tutti e quasi non se ne percepisce l’autonomia dell’uno dall’altro.
La grande forza esplosiva che energicamente proietta in quella certa generazione, in quel certo ambiente è immediata anche oggi, a distanza di più di trent’anni, e ciò per alcuni ha impedito di proseguire nella lettura, per altri è stato un piacevole flashback di musica, di citazioni, di ambientazioni della propria gioventù.
Il giudizio più condiviso è stato: “un vero pugno nello stomaco”.
Il linguaggio crudo e volgare, sapientemente tradotto in letteratura da Tondelli, ha riprodotto un ambiente, in parte anche quello dei tossicodipendenti, che ancora ignari del destino che li avrebbe aspettati senza sconti, galleggiavano nell’aria in un perenne attimo, sospinti solamente dal vento o dalle esigenze del momento.
Alcuni hanno dichiarato che è stata una generazione che “ si è buttata via..”, altri si sono chiesti se era davvero necessario scoperchiare questa pentola dei ricordi… e rivelarla a chi non c’era e a chi c’era ma non ha visto….. non una generazione di eroi…forse da nascondere come la malattia mentale di un parente….
Così come le vite condotte dai personaggi, con incoscienza, confusione, coraggio, libertà che sono alcuni dei valori, ma anche condivisione, solidarietà, amicizia … così anche la scelta di leggere insieme questo “documento” può essere considerata una leggerezza, un atto di ignoranza, o forse, di condivisione coraggiosa….

foto Pier Vittorio Tondelli
Pier Vittorio Tondelli

In ogni caso la capacità evocativa di Tondelli è fortissima, più che un romanzo è da considerarsi un “documento di repertorio”, le periferie, le città, unite da un tam tam di ricerca di emozioni, il viaggio, il sesso, l’età giovanile, come sempre, inconsapevolmente in pericolo.

Il prossimo libro che leggeremo sarà “La mossa del cavallo” di Andrea Camilleri.
Il prossimo incontro del Gruppo di lettura è previsto per martedì 26 giugno ore 20.45 in biblioteca.Chi fosse interessato può chiedere in biblioteca o telefonare allo 051940064 o scrivere a [email protected]

foto di 20anni-senza-tondelli
20anni senza tondelli

One Comment on Notizie dal gruppo di lettura GDL (69°)

  1. 1. Voto: 7
    2. Scrittura: Sufficientemente lineare, anche se a tratti il modo di replicare la lingua parlata (es. ci abbiamo) non è sempre fluida e scorrevole.
    3. Racconto: All’inizio del libro l’autore dice: “un romanzo della mia terra e dei nostri miti generazionali (anni ’70)”. Ho subito pensato: quindi non i miei, io in quegli anni non c’ero neanche, invece, in ogni racconto c’è il peggio anche della mia generazione e della mia terra!
    Sarebbe banale definirlo un romanzo “porcata e di bestemmie”. Nella realtà in ogni pagina si descrivono personaggi e luoghi sempre simili, c’è alla base un lait motiv: le donne poco di buono, gli uomini o puttanieri o gay, i mestieri legati all’arte (fotografo, cinematografia), ma sempre in cerca di qualcosa, in generale direi l’amore, l’amicizia, gli affetti. Per ottenerli insieme alla droga si vendono anche l’anima.
    Posto di Ristoro: il luogo dei tossici, le scene descritte sono fortissime ed allucinanti, in parte mi sembrano quelle che si vedono intorno alla stazione dei treni di Bologna
    Mimi e Istrioni: le ragazze che imbrattano i muri della piazza e fanno caos sono lo specchio delle piazze di Bologna, dopo 30 anni si continuano a fare le stesse idiozie.
    C’è comunque come sottofondo, lieve e se non in un racconto, la contestazione giovanile di quegli anni. Viene rappresentata la loro volontà di comunicare ideali => collettivo Fiat Trattori “per prendere coscienza e dibattere”.
    Confronto tra Modena e Reggio: “ Modena è bella e si respira di primavera un odore buono, di provincia alacre e intellettuale, insomma più civile della nostra Reggio e dei suoi paraculi”. Campanilismo.
    Il concetto di amicizia viene espresso molto bene quando dice: “per agosto come lo scorso anno ci si divide e si scioglie il Poker Splash. E’ nei patti …. Per avere autonomia e non trasformare il nostro sodalizio in carcere … alla fine però non sarà mai più come prima”.
    Viaggio: una storia allucinante, ma se la cavano sempre. Frase attualissima: “… noi stiamo bene a sentirci italiani e ne siamo anche fieri e orgogliosi che capiamo che questi legami qui sono nati tra la gente che lavora mica trattati a tavolino da diplomatici o ministri del cazzo, che di loro ci vergogniamo sì, altroché”.
    Alla fine del racconto ho considerato le tematiche sesso e droga, non più centrali, anzi sono scivolate in secondo piano (anche se le bestemmie mi sembrano brutte), ha preso il sopravvento su tutto, invece, in modo sempre più forzoso, la ricerca ossessiva dell’amore o di qualcosa di simile, forse protezione. Ho un amico gay che quando parla, lo fa in modo “spinto”, ma alla fine è una persona dolcissima che cerca sempre l’amore e l’affetto, forse più di noi donne. A volte provo una gran pena per lui, penso sempre che soffra in maniera smisurata. Mi sono ritrovata in queste descrizioni.
    Bello lo spaccato di una generazione a Bologna negli anni ’70. Qualche traccia la ritrovo in Piazza Verdi ed intorno alla stazione. La mia generazione in quei luoghi ha visto anche altro.

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