Notizie dal gruppo di lettura GDL (72°)

“Riti di passaggio” di William Golding

24 luglio 2012

foto william-golding
Si è tenuto in biblioteca il 72° incontro del gruppo di lettura, 22 i lettori presenti.
Si è rivelata “svogliata” la lettura di Riti di passaggio dell’autore inglese William Golding, (vincitore del Man BookerPrize nel 1980 e del premio Nobel 1983).
Veramente pochi i lettori che sono riusciti a superare lo scoglio della scrittura in stile settecentesca…, che ben si addice per affrontare problematiche attuali e scabrose quali le relazioni omossessuali di un parroco.
foto William Golding
La vicenda, rallentata dalla bonaccia di una lunghissima traversata transoceanica, non ha dato (almeno non entro le prime cinquanta pagine) le emozioni o il ritmo incalzante a cui, probabilmente, il lettore moderno è abituato…
copertina riti di passaggioPurtroppo a mio avviso si sono persi molto!!!
Infatti gli accadimenti e gli svelamenti compaiono solamente nelle ultime pagine, forse per premiare il lettore tenace?
Ai pochi che hanno avuto l’ardire della lettura completa è rimasto il piacere di un romanzo scritto in maniera elegante e raffinato (puzza inclusa), che con ironia, ma anche con estrema delicatezza e senza pregiudizi, ha potuto raccontare dell’umanità e di uomini costretti a convivere in un microcosmo da cui impossibile è la fuga da vivi e delle loro debolezze.

Il prossimo libro che leggeremo è “Giro di vento”dell’italiano Andrea De Carlo del 2004
Il prossimo incontro del Gruppo di lettura è previsto per martedì 11 settembre ore 20.45 in biblioteca. Chi fosse interessato può chiedere in biblioteca o telefonare allo 051940064 o scrivere a [email protected]

Rassegna stampa sulla serata.

2 Comments on Notizie dal gruppo di lettura GDL (72°)

  1. Tatiana :
    Prima cosa che ho pensato, dopo pochissime pagine: c’è una sfasatura di linguaggio, il libro è scritto negli anni ’80 ma parla la lingua del tempo della storia. Dove si “legge” che è scritto nel 1980? Da nessuna parte, non c’è neanche l’accenno di uno “straniamento” tra autore e personaggi, l’autore “è” i suoi personaggi e la sua storia.
    Secondo pensiero, derivante strettamente da questo: Premio Nobel???!!!
    E poi, a seguire: I personaggi, li trovo tutti uniformi, tagliati un pò con l’accetta,tutti uomini, due sole donne e ….aiuto!: La Ferrea e La Sensuale.
    Caratteri scontati: il capitano burbero, il prete pavido e omosessuale.
    I temi:
    La nave: microcosmo maschile, infatti le due sole donne sono degli stereotipi.
    Il diario: dà una lettura di questo micocosmo, ma senza prendere posizione su quello che accade.
    Omosessualità. siamo negli anni ’80, inizia nel mondo a diffondersi l’AIDS, i movimenti per i diritti degli omosessuali, e Golding dà una lettura dell’omosessualità assolutamente anacronistica, scontata, banale, direi “da massaia” se non avessi paura di offendere le massaie.
    Rito di iniziazione: è un rito maschile che celebra la mascolinità dura e stereotipata della gente di mare. Chi non fa parte di questo mondo, ma ne è attratto come un altro da sè pericoloso, soccombe. Nè
    il rito in sè viene giudicato, nonostante abbia gravi conseguenze sulla vita di una persona.
    In conclusione, questo è il mondo dell’autore? l’avrei capito se fosse un autore del 1800 ma da un autore contemporaneo non accetto un simile anacronismo, e ho fatto molta fatica a leggerlo.

  2. 1. Voto: 6 ½
    2. Scrittura: Non sempre fluida, parole sufficientemente difficili sia italiane sia marinaresche. Ho dovuto cercare su internet una immagine della nave con relative componenti per capire tutti i particolari di cui narra.
    3. Racconto:
    Personaggi non ben tratteggiati, sono tutti ammassati l’uno su l’altro, forse spicca Wheeler ed il capitano. Il primo per la ossequiosità, a tratti pettegola, ed il secondo per l’antipatia che sprigiona verso tutti ed in particolare verso il clero (motivi familiari).
    Molto, ma molto lento, tuttavia cambia ritmo nella seconda parte, dopo la lettera del prete Colley alla sorella che definirei illuminante, visto che come in un flash back, spiega la vera storia di quello che è accaduto sulla nave e della sua morte, altrimenti fino alla lettera il tutto mi è risultato confuso ed a tratti privo di senso.
    Posso capire benissimo il male di stomaco in caso di mare “agitato”, qui la descrizione dello stato di salute dei passeggeri è proprio veritiera.
    Bello e vero quando scrive “questa straordinaria nave è veramente un mondo a sé, dove trovi ogni sorta di conflitti … nascite e morti, procreazioni, fidanzamenti e matrimoni … “
    Illuminanti anche le ultime tre pagine con la frase: “Si può morire di vergogna” riferita a Colley. Bella anche l’idea della vita e della pazzia che colpisce gli uomini di mare che “vivono troppo vicini l’uno all’latro e troppo vicini, quindi, a tutto ciò che c’è di mostruoso sotto il sole e la luna”, ossia la “piccolezza” dell’essere umano.

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