Notizie dal gruppo di lettura GDL (75°)

“Lo straniero” di Albert Camus

20 novembre 2012

foto copertina "Lo straniero"
copertina “Lo straniero”

Si è tenuto in biblioteca il 75° incontro del gruppo di lettura, 21 i presenti che dopo la lettura del libro scelto “Lo straniero” dell’esistenzialista francese Albert Camus hanno condiviso le loro impressioni.
Mai come per questo romanzo è stato utile il confronto con altri lettori.
I molti punti di vista hanno fornito una visione più completa, certamente non esaustiva, ma senz’altro più ricca.
Ogni lettore ha trovato, o è stato colpito, da un aspetto piuttosto che da un altro.
La percezione, assolutamente individuale, degli eventi e del comportamento del protagonista, ha creato insofferenze diverse, così come nelle nostre simili ma diverse mentalità, ognuno con un proprio codice d’onore, e il nostro “povero” straniero, nel suo “NON essere” un uomo d’azione, ha provocato in noi delle offese, delle piccole lacerazioni alla nostra personale moralità.

foto Albert Camus
Albert Camus

Sicuramente il romanzo di Camus a più di settant’anni dalla sua prima edizione, ancora crea sconcerto, smuove, urtica. In pochi hanno trovato una chiave di lettura che li esentasse dalla riprovazione generalizzata.
I più hanno sottolineato e patito per l’assenza di emotività, di empatia, di spiritualità, Altri invece hanno puntato l’attenzione, e sofferto, sulla seconda parte del romanzo in cui è la società, rappresentata dal processo giudiziario che lo condannerà /come noi?/ a morte per ghigliottina.
Abbiamo biasimato le regole del processo, ma noi lo abbiamo condannato nella ugual misura…

foto albert camus
Albert Camus

Cosa denunciava Camus? Se il suo scandaloso personaggio ancora oggi disturba, allora veramente l’autore ha colpito nel segno e ha creato un’opera che resta un classico della letteratura e non solo.
Ringraziamo ogni lettore che ha contribuito a farci capire qualcosa di più!

3 Comments on Notizie dal gruppo di lettura GDL (75°)

  1. 1. Voto: 6 1/2
    2. Scrittura: Frasi corte e di immediata comprensione del concetto che vuole esprimere. Grande uso del discorso indiretto.
    3. Racconto: L’avevo già letto, ma non me lo ricordavo. Poi rileggendolo qualche particolare mi è tornato alla memoria, ma veramente pochi ricordi, questo non è un buon segno, anzi …
    Più che Lo straniero l’avrei intitolato “L’indifferente”, parafrasando un libro di Moravia oppure “L’insensibile”;
    Concilia, infatti, benissimo l’indifferenza di Meursault ai sentimenti (es. alla morte della madre della quale non conosce neanche l’età, al funerale non piange, anzi fuma e beve caffè) e tutto ciò che di assurdo succede nel libro (es. non si riesce a capire bene perché torna armato verso gli arabi e poi perché lo uccida sparando diverse volte).
    Tutto finisce come era iniziato: Meursault viene condannato alla ghigliottina, stessa scena alla quale aveva assistito suo padre anni prima, rimanendone fortemente colpito (aveva vomitato).
    Personaggi:
    o Meursault: un uomo sì indifferente, ma anche estremamente influenzabile.
    o Maria: vittima di Meursault, lei è innamorata, mentre lui prova solo un desiderio fisico per lei. Alla fine lui pensa (o si augura) che lei sia morta.
    o Prete: alla fine del libro cerca di redimerlo, ma Meursault è sempre più ostile a qualsiasi tentativo di aiuto, anzi dimostra un atteggiamento sprezzante verso questo uomo che cerca di aiutarlo, arriva anche ad insultarlo.
    o Il processo: più che sulla giustizia o la dimostrazione del perché ha ucciso l’arabo, è incentrato sulla volontà del PM di dimostrare la insensibilità di Meursault. Si giustifica l’omicidio con tale insensibilità … non proprio una prova! Teatro dell’assurdo!
    o Gli amici di Meursault: non credo che siano tali, ognuno cerca da Meursault solo un proprio tornaconto, cercano di essere solidali, ma combinano sempre dei guai, la vita ed il “caso” sono più forti di loro:
    • Il proprietario del cane è molto legato all’animale, lo cura dalla scabbia, lo sfama, dopo la morte della moglie diventa la sua famiglia, ma quando scappa, dopo un momento di malinconia, a fronte di un possibile “riscatto”, non gli interessa più!
    • Raymond crea solo danni a Meursault, prima la lettera per ingannare e poi “picchiare” la fidanzata e poi perché lo porta a litigare con gli arabi.

  2. Cara, carissima Antonella,
    se non avessi capito niente di te, potrei dire che non finisci di colpirmi ogni volta per la tua perspicacia e capacità di sintesi di quanto il GDL riesce a esprimere o a interpretare, bene o male, il significato del romanzo di turno. E’ consolante leggerti e aggiungo che spesso riesci a rappacificare la mia indole polemica, una volta di più e con la mia irritante sensazione di incompletezza dell’analisi e quindi della comprensione profonda di taluni romanzi (certo non sempre) e in particolare di questo : “Lo Straniero” di A. Camus.
    Avevo intenzione di aprire una coda alla serata, con una mail che potesse provocare un’ulteriore riflessione tra quanti si sono sentiti insufficientemente espressi, di fronte ad un tema tanto  problematico, da poter essere trattato, a mio parere, o con uno studio approfondito della corrente filosofica di cui il romanzo è senza dubbio un eloquente “ manifesto”, oppure solo ad un’età congrua e giunta, dopo le giuste esperienze e osservazioni sulla condizione umana, con la indispensabile ed equidistante visione delle contraddizioni che ci accompagnano quotidianamente, non solo fin dalla nostra nascita come individui, ma fin da quando l’uomo , sceso dai rami di un albero, ha deciso che era portatore di quel quid in più, rispetto agli altri esseri viventi, che lo distingueva e lo eleggeva “ essere sociale primario”, dovendo però fare i conti con il libero arbitrio del prossimo, dandosi quindi delle regole morali che al fine di garantire la libertà e la pace sociale, lo ha per sempre privato della libertà individuale, a causa di quanti hanno potuto arrogarsi il potere di giudicare.
    Questa condizione, quasi una camicia di forza, a volte può creare situazioni surreali se non addirittura mostruose.  Non c’è bisogno di riferirsi ai processi per eventuali delitti più o meno efferati, ma la stessa giustificazione ufficiale di quanto imperfetto sia l’uomo, con le sue leggi e con i suoi regimi, potrebbe spingere chiunque a tornare su quell’albero da cui un nostro illuminato (?) progenitore decise di scendere.
    Ciao Sandro

  3. Ciao Antonella,
    domani sera non riesco ad essere presente, impegni della bottega dell’equo che non possono aspettare.
    Vorrei essere una mosca per sentire i commenti del libro che abbiamo letto questa volta.
    La sagra “del per me era tutto lo stesso”, che tristezza, che assurdo. Unico atto vitale contro il prete che lo stressa per redimerlo, chissà forse nella vita gli è mancato proprio questo, qualcuno che avesse la capacità di fargli perdere la testa. Proprio come il sole caldo che gli colpiva la testa fino al punto di fargliela perdere la testa arrivando ad uccidere pur di mettere fine  al tormento. Una fine predestinata, triste, siamo così fragili da essere vittime degli eventi senza poterle in un certo senso guidarle. Mi piace pensare di essere pìù forte degli eventi, cercando di capire che relazione esiste tra un evento e l’altro. Basta il libro mi ha mosso dei pensieri contorti, e per questo che sono interessata alle reazioni dei compagni del gruppo. Leggerò il tuo prezioso resoconto.
    Un abbraccio a te ed al gruppo.

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