Notizie dal gruppo di lettura GDL(56°)

“Il cavaliere inesistente” di Italo Calvino

Serata del 15 marzo 2011

immagine libro Il cavaliere inesistente
Il libro

L’intero tavolo dei partecipanti, (20 lettori), ha tessuto le lodi di questo racconto / favola cavalleresca.
Alcuni hanno ravvisato i temi dell’Orlando Furioso; altri hanno visto soprattutto quelli sociali e interpretato l’ambientazione medioevale come una trasposizione del tempo moderno: gli ostacoli procurati dalla burocrazia, la sopraffazione degli uni su gli altri (i cavalieri del Graal sui Curvaldi) causati dall’ignoranza che può essere vinta solamente dallo svelamento prodotto dall’azione della cultura, facendo acquisire consapevolezza del proprio esistere e del proprio valore.
Altri hanno voluto leggere il testo lasciandosi trasportare dalla leggerezza della favola così come dichiarata dall’autore nelle sue Lezioni americane.
Ancora, alcuni, hanno voluto sottolineare come il racconto, scritto nel 1959, non risenta assolutamente dei più di cinquant’anni trascorsi, a differenza di molta altra letteratura, rimanendo cristallina e fresca, attuale e leggera, sociale e mitologica e come l’incanto resti sempre attuale.
Calvino e le sue opere, lasciate decantare nei decenni, ci fanno percepire la differenza tra gli scrittori e i Grandi della letteratura, di ciò che rimane nel tempo, al di là delle mode o delle tendenze momentanee.
Molti hanno voluto leggere qualche riga per sottolineare questo o quell’episodio, e soprattutto l’ironia come grande valore aggiunto.
La frase più citata e forse quella ritenuta più rappresentativa del romanzo è quella che l’autore fa dire a Carlo Magno dopo aver introdotto il personaggio di Gurdulù (antitesi del cavaliere):
“O bella! Questo suddito qui che c’è ma non sa d’esserci e quel mio paladino là che sa d’esserci e invece non c’è. Fanno un bel paio, ve lo dico io!”

foto calvino
Lo scrittore Italo Calvino

Unendosi al coro delle approvazioni sullo stile e la narrazione, alcune voci hanno però dichiarato di non gradire il genere fantastico né la fredda pulizia dello scritto sentendo l’opera come un racconto rivolto soprattutto al pubblico più giovane dei ragazzi.
Il prossimo incontro è fissato per il 19 aprile 2011.
Il romanzo che leggeremo sarà Metello di Vasco Pratolini, il primo di una trilogia che cerca di narrare la storia italiana dall’unità fino al ventennio fascista, raccontarne il trapassato per poterne capire fino in fondo il presente…
Chi fosse interessato può chiedere in biblioteca o telefonare allo 051940064 o scrivere a [email protected]
Buone letture a tutti.

One Comment on Notizie dal gruppo di lettura GDL(56°)

  1. Sara ci scrive la sua recensione :

    1. Voto: 8
    2. Scrittura: in pieno stile medioevale, a tratti difficile da leggere (es. inversione tra verbo e soggetto), scritto come una favola; molto ricco di particolari sulle armi da guerra, ben descritte le scene delle battaglie, ogni aggettivo e sostantivo sono calibrati nel contesto.
    3. Racconto:
    • Teatro dell’assurdo: tutti cercano tutti e si ritrovano sempre in qualsiasi parte del mondo essi vadano, si innamorano tra di loro, si scambiano quasi le parti (es. la madre che in realtà è la sorellastra).
    • Molto realistico, ho ritrovato molti aspetti comuni alla vita di questi tempi:
    o Ambientazione:
    1. L’ambiente medioevale mi è sempre apparso molto confuso, l’epoca delle grandi contraddizioni, il periodo cupo, dove non si costruisce niente di positivo … come ora.
    2. La ribellione dei poveri Curvaldi è assolutamente attuale (vedi Tunisia, Egitto, Libia), mai libro poteva essere letto nel momento più giusto. I poveri sfruttati per anni che si ribellano nei confronti dell’oppressore, più forte e meglio armato, ma grazie alla voglia di libertà e di giustizia vincono (pag. 383).
    o I personaggi:
    1. Il cavaliere inesistente, bello nella sua bianca armatura, è l’uomo ideale per molte donne, coraggioso, ma senza sostanza. E’ il tipico yes man dei giorni nostri, non si nutre si passioni, di sentimenti, ma di ordini presi dai superiori e tutto viene svolto per assecondare gli altri, senza battere ciglio e senza ripensamenti; l’essere umano sempre messo in secondo piano rispetto ai propri obiettivi, non sempre edificanti.
    2. Gurdulù è l’opposto di Agilulfo, sconclusionato, ha un sacco di disavventure, ma alla fine ottiene anche una onorificenza da Carlo Magno, è il personaggio che ce la fa con poco.
    3. Il Sacro Ordine dei Cavalieri del Santo Gral, venerato da Torrismondo, che dimostra una setta mistica, estraniata dalla realtà e per di più priva di coscienza etica …. Direi come tutti gli ordini dei ben pensanti attualmente in questo paese!
    4. Bradamante, la donna coraggiosa e valorosa che porta ogni sera un uomo diverso nella sua disordinata tenda, la paladina che sogna gloria ed onore e finisce suora ed innamorata ….. cambiando decisamente idea svariate volte.
    o 2 Colpi di scena finali:
    1. la suora narratrice/scrittrice è Bradamante che abbandona la vita del convento pieno di stenti e privazioni per la “vera vita”;
    2. la morte di Agilulfo che passa quasi inosservata, si dissolve come se nulla fosse, il niente che si ritrasforma in niente!

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