Notizie dal gruppo di lettura GDL (77°)

“Narciso e Boccadoro” opera di Herman Hesse pubblicata nel 1930

22 gennaio 2013

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Narciso e Boccadoro

Si è tenuto in biblioteca il 77° incontro del gruppo di lettura, 18 i presenti che hanno prima letto e poi commentato “Narciso e Boccadoro” opera di Herman Hesse pubblicata nel 1930.
Romanzo di formazione, racconta di due amici, novizi di convento, che si separeranno per seguire le loro diverse nature: uno rimarrà fedele ai voti e l’altro condurrà vita nomade e d’azione.
Hesse utilizza simboli estremi e opposti, dall’ascetismo di Narciso alla vita mondana e lussuriosa di Boccadoro, per analizzare la complessità della natura umana alla ricerca della propria autenticità. Due amici, due casi limite che si ameranno per la loro differenza e per la loro originalità.
Mi riesce difficile limitare/ delimitare/ scrivere/ de-scrivere questa opera, posso farmi portavoce di elementi che di volta in volta hanno risuonato, emozionato, infastidito i lettori.
E’ impossibile non sentire la presenza costante, in questa opera di Hesse, delle giovani teorie psicanalitiche/junghiane, infatti molti lettori hanno sottolineato le molte avventure sessuali del giovane viaggiatore Boccadoro (ma non è forse questo IL viaggio attraverso la natura umana?), stupendosi inoltre della spigliatezza nei costumi delle fanciulle medievali, ma, ricordiamoci delle novelle del Boccaccio e non dimentichiamo che il nostro protagonista era stato dotato dal suo autore, di uno speciale e smisurato fascino… qualche altro lettore ha interpretato questa libertà come simbolica trasgressione, forse l’unica possibile, per contravvenire, infrangere, le leggi della borghesia dell’inizio del ‘900.

Ricordiamo che le opere di Herman Hesse, e questo romanzo in particolare, hanno accompagnato le generazioni giovanili degli anni sessanta e settanta….

foto Herman Hesse
Herman Hesse

Altro tema che ha risuonato in alcuni lettori, è stato quello della creazione artistica come momento di integrità e unione tra la spiritualità e la natura terrena dell’uomo e l’equilibrio tra questi elementi. Nel romanzo la capacità di Boccadoro di creare arte si spegnerà quando termina la sua ricerca nel mondo e tornerà in convento (ricordiamo che è del 1910 “Lo spirituale nell’arte” di Vasilij Kandinskij).

One Comment on Notizie dal gruppo di lettura GDL (77°)

  1. 1. Voto: 8
    2. Scrittura: molto bella, semplice e scorrevole. Ho fatto comunque fatica a leggerlo, a causa del carattere troppo piccolo della mia edizione!
    3. Racconto: onestamente non riesco a definire esattamente la mia idea del libro, in quanto ho provato sentimenti contrastanti nei confronti dei due personaggi, all’inizio mi piacevano, poi mi hanno “urtato” i nervi soprattutto Boccadoro, per poi tornarmi simpatici alla fine del libro. L’elemento che mi ha fortemente colpita durante la lettura, è la spiegazione di alcuni concetti che stavo pensando in quello specifico momento sul personaggio in oggetto o che comunque avevo pensato.
    Elementi che mi rendono antipatico Boccadoro:
    • “… il suo cuore apparteneva alle donne. Queste potevano conquistarlo facilmente, bastava uno sguardo di desiderio. Era difficile ch’egli sapesse resistere ad una donna, rispondeva alla minima seduzione …. Amava soprattutto le fanciulle giovanissime, ma si lasciava tuttavia commuovere e sedurre anche dalle donne meno belle non più giovani” => Ma è Michael Douglas? E’ forse malato? Questo atteggiamento da andò cojo cojo, non mi piace! Poco righe dopo, invece, cambia tono:
    •“Amore e voluttà gli parevano l’unica cosa che potesse davvero scaldare la vita, e darle un valore. … L’amore delle donne, il gioco dei sessi stava per lui in cima a tutto …”
    • in generale Boccadoro lungo il suo percorso trova molte persone che lo aiutano (es. Maestro Nicola), tutti pongo in lui una grande fiducia, ma lui stesso puntualmente le tradisce per lasciare tutto ed andare alla ricerca di se stesso o di qualcosa? O perché fa innamorare la figlia/moglie!
    • un vero uomo (!), con la scusa della peste ne approfitta di Lena e quando questa comincia a parlare del futuro che vorrebbe con lui, lui risponde: “Non c’è una felicità che duri a lungo. Ma se quello che abbiamo ora non ti basta, … e ciascuno di noi se ne va per la sua strada. Sta buona, Lena, abbiamo parlato abbastanza”. E poi pensa a Maestro Nicola ed a Narciso!!!
    • E’ contro Dio, “lo sgrida”, “Ci hai dunque del tutto dimenticati ed abbandonati , la tua creazione t’è venuta in uggia, vuoi lasciarci andare tutti alla malora?”.
    • per lui la conquista è una sorta di sfida, ad es. con Agnese, è come un duello. Nella pagina successiva lo dichiara: “L’inseguimento durò due giorni”.
    • Boccadoro a Narciso: “… Ma dimmi: saresti capace tu di bruciare gli ebrei? Puoi immaginarti possibile un caso simile?” Il libro è scritto nel 1930!
    • Questa è la mia idea di Boccadoro: “Conosco i tre grandi voi, e alla povertà mi adatto volentieri, ma non amo né la castità né l’ubbidienza; queste virtù non mi sembrano neppure veramente virili. E quanto a religiosità non è rimasto più nulla in me”.
    Idea che ho di Narciso:
    • “… Tu sei abituato all’amore, esso non è nulla di strano per te, sei stato amato e viziato da tante donne. Per me è un’altra cosa. La mia vita è stata povera d’amore, mi è mancato il meglio. … Io non sono ingiusto verso gli uomini, mi sforzo di essere giusto e paziente con loro, ma no li ho mai amati. … Se tuttavia so che cos’è l’amore, è per merito tuo. Te ho potuto amare … Significa la sorgente in un deserto, l’albero fiorito in un terreno selvaggio. A te solo debbo che il mio cuore non sia inaridito, che sia rimasto in me un punto accessibile alla grazia”. Questo giustifica la sua “acidità” verso gli altri e non verso Boccadoro.
    Aforismi:
    • Narciso “… Non è il nostro compito quello d’avvicinarci, così come non s’avvicinano fra loro il sole la luna, o il mare e la terra. Noi due, caro amico, siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra. La nostra meta non è di trasformarci l’uno nell’altro, ma di conoscerci l’un l’altro e d’imparar a vedere ed a rispettare nell’altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro complemento”.
    • “Che sarebbero la ragione e la temperanza senza la conoscenza dell’ebbrezza, che sarebbe il piacere dei sensi, se dietro di esso non stesse la morte , e che sarebbe l’amore senza l’eterna mortale ostilità dei sessi?

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