“Il Re degli ontani” – GDL 144°

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di Michel Tournier

Martedì 9 ottobre 2018

Quindici i lettori che ieri sera, si sono incontrati in biblioteca per confrontarsi sulla lettura del libro “Il Re degli ontani” dello scrittore francese Michel Tournier.

Mai come in questa serata si è parlato a lungo, mai così attentamente ascoltati e graditi i commenti.
Sono molti i piani di lettura contenuti, tanto che alcuni lettori hanno acquistato il libro per poterlo rileggere con una maggiore coscienza.
La lettura dell’esordio del romanzo, scritto in prima persona, in forma di diario, per introdurre il personaggio e i suoi pensieri più nascosti, è stata difficoltosa per molti, pochi quelli che si sono arresi…


Michel Tournier
Michel Tournier

 

 

 

Grande rilevanza ha avuto il discorso storico e politico, che poi è la chiave di lettura del testo come lo stesso autore ha dichiarato in un suo commento all’opera.
Tournier, francese, culturalmente germanofilo e antinazista, vuole evidenziare la crescita del consenso generale a questa ideologia in Germania, Francia e in altri Paesi europei.
Ai lettori è stata evidente l’analogia tra la crescita del personaggio Orco e la Germania Nazista, ma sarebbe stato semplicistico fermarsi a questo.
Infatti il lungo lavoro dell’autore è stato quello di, lentamente, in un susseguirsi minuzioso di eventi, renderci l’Orco accettabile, benevolo, infantile lui stesso, …portatore di innocenti, …. innocente… quasi… , primitivo come il popolo tedesco stesso, le loro foreste, i loro miti fondativi a cui potentemente fanno riferimento….
Tanti altri commenti hanno arricchito la serata


Il prossimo incontro del gruppo di lettura in biblioteca è previsto per martedì 6 novembre 2018 ore 20,45 e commenteremo la lettura del romanzo “Accabadora” dell’autrice sarda Michela Murgia.


Chi fosse interessato può chiedere in biblioteca o telefonare allo 051940064 o scrivere a
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“La testa perduta di Damasceno Monteiro” – GDL 143°

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di Antonio Tabucchi

Martedì 4 settembre 2018

Sedici i lettori che ieri sera, nonostante la sagra paesana, si sono incontrati in biblioteca per commentare la lettura di “La testa perduta di Damasceno Monteiro” di Antonio Tabucchi.
Tutti i lettori sono stati concordi nel giudicarlo un falso giallo, infatti l’autore apparentemente utilizza questo genere, ma il suo intento è quello di raccontarci un fatto di cronaca giudiziario, realmente accaduto in Portogallo nel 1996 e attraverso la letteratura renderlo universale.
I lettori hanno constatato come purtroppo il fattaccio sia simile ad a casi recentemente accaduti anche in Italia.
Sono stati individuati vari temi sociali come quello dell’emarginazione, dell’abuso poliziesco, della tortura, … ma anche quelli della solidarietà della condivisione, della generosità e dell’amicizia fraterna.


Molti hanno dichiarato che sarà un libro che sicuramente consiglieranno!
Per tutti, indiscutibilmente, il personaggio che maggiormente ha catturato le simpatie è quello del grosso avvocato, collocato tra un Nero Wolfe del diritto, ostinatamente fissato su quella che lui chiama la Grande Norma Giuridica, e un Don Chisciotte votato alla difesa degli oppressi.
Alcuni lettori hanno evidenziato come questa opera di Tabucchi prosegua il pensiero iniziato con il suo precedente romanzo “Sostiene Pereira” che è sempre ambientato in Portogallo, e dove si chiede al protagonista di partecipare attivamente per sollevare il Paese dalla dittatura, in questo romanzo invece è il sistema democratico stesso che va costantemente sostenuto, ridefinito, riscritto e difeso…
Alcuni lettori hanno dichiarato di averlo letto e purtroppo … dimenticato, e questo li ha indotti a pensare che non sia una narrazione potente e indelebile…

Antonio Tabucchi
Antonio Tabucchi

Il prossimo incontro del gruppo di lettura in biblioteca è previsto per martedì 9 ottobre 2018 ore 20,45 e commenteremo la lettura dell’impegnativo testo del francese Michel Tournier: “Il re degli ontani” premio Goncourt 1970.


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“Nei boschi eterni” – GDL 142°

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di Fred Vargas

Martedì 24 luglio 2018

Diciassette i lettori che si sono incontrati ieri sera nel chiostro della biblioteca per commentare la lettura di “Nei boschi eterni” della francese Fred Vargas, pseudonimo di Frédérique Audouin-Rouzeau, che nella vita si occupa di archeozoologia presso il Centro nazionale francese per le ricerche scientifiche.
Che la scrittrice sia una donna colta e di gusti essenziali ma raffinati, lo si percepisce dai suoi personaggi, dalle implicazioni storiche e dalla ricercatezza del linguaggio.
copertina Nei boschi eterni
In questo suo romanzo, in particolare, la Vargas gioca con Racine, autore studiatissimo nella cultura francese, lo cita spesso dedicandogli un poliziotto che si esprime in rime e versi.


Molti, tra i lettori, hanno apprezzato l’autrice per la sua capacità di descrivere i personaggi rendendoli vivi, e soprattutto rendendo ognuno di loro speciale e per questo, straordinario.
Alcuni hanno ritrovato la flemma tipica dei gialli francesi.
Altri hanno commentato come l’autrice sia stata abile nel somministrare forti dosi di “surreale” rendendolo, non solo accettabile nel genere “giallo” (che difficilmente lo tollera), ma anche indispensabile all’intreccio, tanto da regalare una dimensione fiabesca al reale a alla razionalità e dove, alla fine, i conti tornano sempre.
Alcuni lettori non sono riusciti a farsi coinvolgere dal romanzo di genere e non hanno ritenuto opportuno proseguirne la lettura, ma in generale i più si sono ripromessi di leggere le altre opere dell’autrice.foto Fred Vargas


Il prossimo incontro del gruppo di lettura in biblioteca è previsto per martedì 4 settembre 2018 ore 20,45 e commenteremo la lettura di “La testa perduta di Damasceno Monteiro” di Antonio Tabucchi.


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“L’intagliatore di noccioli di pesca” – GDL 141°

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di Nico Orengo

Martedì 26 giugno 2018

Ventuno i lettori che ieri sera si sono incontrati in biblioteca per commentare la lettura di “L’intagliatore di noccioli di pesca” di Nico Orengo.
Il romanzo, che è pubblicato nel 2004, descrive con impressionante chiaroveggenza, come una annunciazione, quella che sarà la sua morte che avverrà nel 2009.
In questo romanzo Orengo mantiene tutti i temi che gli sono tipici: la sua amata Liguria e i suoi scanzonati amici del bar.. che tra avventure amorose e sofisticate coccole alimentari e non solo, conducono una serena e agiata vita di provincia col benefit del mare…
Nico OrengoMa, come molti lettori hanno sottolineato, in questo romanzo, l’autore ha voluto… “togliersi dei sassolini dalla scarpa…”, ha citato una lunga serie di autori contemporanei esprimendo giudizi (tra il serio e il faceto…) sui loro romanzi, e più in generale sul panorama della letteratura italiana e della relativa critica contemporanea.
Alcuni non hanno gradito questi espliciti commenti, percependoli come sintomi di rancorosi sentimenti…


Altri invece si sono riproposti di approfondire e cercare i commenti e le tracce critiche nel suo lavoro che lo ha visto per quasi un ventennio responsabile di Tuttolibri, l’inserto settimanale de La Stampa dedicato alle novità letterarie
Molti lettori gli hanno riconosciuto una capacità magistrale nel descrivere sensazioni intime e personali relative al gusto, all’olfatto, alla vista…
Altri ancora si sono veramente divertiti nell’estasi e tormento sessuale in cui ha cacciato il povero protagonista (evidente alter ego dell’autore)copertina L’intagliatore di noccioli di pesca
Ad onor del vero bisogna testimoniare che alcuni lettori non hanno finito il romanzo non riuscendo a trovarne alcun elemento significativo che giustificasse il loro tempo perso nella lettura…


Il prossimo incontro del gruppo di lettura in biblioteca è previsto per martedì 24 luglio 2018 ore 20,45 e commenteremo la lettura di “Nei boschi eterni” di Fred Vargas.


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“Quo vadis baby” – GDL 134°

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di Grazia Verasani

Martedì 7 novembre 2017

Diciassette i lettori che ieri sera si sono incontrati in biblioteca per commentare la lettura, una per tutti “Quo vadis baby”, ma anche altre opere della scrittrice bolognese Grazia Verasani che il prossimo giovedì incontreremo a Bologna presso la biblioteca “Luigi Spina” del quartiere Pilastro.
Chi ha letto solamente delle avventure della detective Giorgia Cantini, non ha potuto apprezzare a pieno le qualità di questa scrittrice.
Poliedrica artista esordisce come attrice, poi cantante e infine approda alla scrittura di testi per il teatro, a testi per la musica, a romanzi.

È già dalla sua prima opera L’amore è un bar sempre aperto 1999 che l’autrice inizia a delineare le caratteristiche del suo personaggio, una donna ruvida, scontrosa, eccessiva e sincera, che la seguirà sempre nelle sue opere, a volte come Giorgia Cantini a volte no.

La sua piéce teatrale From Medea 2002 ha come protagoniste quattro donne, è incentrata sulla difficile tematica dell’infanticidio.


Affrontare le morti premature, il suicidio è un argomento ricorrente, così in Accordi minori 2013, sono alcuni famosi musicisti, poeticamente e affettuosamente ascoltati, in altre opere sarà un’amica, la sorella…. ecco che il dolore della perdita e della immanenza colora di disincanto la sua protagonista, e, per alcuni lettori … di lucido cinismo…

Molte sono le aspettative dall’incontro con l’autrice
Chi cercherà tra le pieghe immediate del carattere la disincantata detective, chi la notturna viaggiatrice, ma in tutti, senza dubbi, è forte l’interesse di conoscere Grazia.


Il prossimo incontro del gruppo di lettura in biblioteca è previsto per martedì 12 dicembre 2017 ore 20,45 ci confronteremo sulla lettura del romanzo “Cane mangia cane” dello statunitense Edward Bunker.


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“Il passato è una terra straniera” – GDL 133°

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di Gianrico Carofiglio

Martedì 10 ottobre 2017

Quindici i lettori che ieri sera si sono incontrati in biblioteca per confrontarsi sulla lettura comune di “Il passato è una terra straniera” di Gianrico Carofiglio.
A tutti la scrittura è risultata piacevole, scorrevole, mai superficiale; una semplicità apparente, ma difficile da ottenere, anche se, alcune lettrici, hanno percepito un certo fastidioso “snobismo” e altri, con un certo fastidio, hanno avvertito lo sforzo dell’autore che ha voluto nutrire il romanzo delle le proprie esperienze professionali.
È stata molto apprezzata la capacità di Carofiglio di delineare a tutto tondo non solo le figure principali del romanzo, ma anche quelle apparentemente secondarie.
Diversi lettori hanno particolarmente apprezzato l’evolversi psicologico dei personaggi e dei loro comportamenti.
Altri hanno commentato che il romanzo è solo apparentemente un “giallo”, e che il genere è in realtà solo un pretesto per affrontare altri temi. E’ stato sottolineato come il titolo stesso dell’opera racchiuda in sé un forte significato, indica come il Passato…, inteso come il proprio passato, possa sembrarci lontano e estraneo.


I commenti e la discussione che ne è seguita, si sono focalizzati su alcuni dei passaggi presenti nella trama:
– quello delle dipendenze, un tema presente e fondamentale, dal gioco d’azzardo, dall’adrenalina dell’avventura; agli amici seducenti e apparentemente forti, capaci di manipolare i più deboli;. è stato riproposto il parallelo con le icone sempre attuali di Pinocchio e Lucignolo.
– Il tema della fragile linea che separa il bene dal male, l’acuta osservazione e descrizione dell’evolversi dei comportamenti psicotici dei personaggi.
– la possibilità o meglio, l’impossibilità dei genitori di intervenire negli sbandamenti dei figli…,
In un colpo di scena dell’ultimo momento, una lettrice ha proposto una diversa interpretazione del finale… lasciandoci tutti nel fragile dubbio … , ora solo l’autore potrebbe dipanare il nostro sgomento!


Segnalo il film :


Il prossimo incontro del gruppo di lettura in biblioteca è previsto per martedì 7 novembre 2017 ore 20,45 ci confronteremo sulla lettura del romanzo “Quo vadis baby” e di altre opere dell’artista bolognese Grazia Verasani che incontreremo il 16 novembre a Bologna, presso la biblioteca Luigi Spina del Quartiere Pilastro.


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“Il buio oltre la siepe” – GDL 127°

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di Harper Lee

Martedì 18 aprile 2017

Venti i lettori che ieri sera si sono incontrati in biblioteca per confrontarsi sulla lettura di “Il buio oltre la siepe” scritto nel 1960 dall’americana Harper Lee.
Come fu immediato il successo allora, così, ancora, oggi, è stato assolutamente unanime l’apprezzamento per questo romanzo.
Per questa lettura, evento rarissimo, non ci sono stati voci discordanti o critiche.
Solo apprezzamenti e grande stima per la scrittrice.
Il disagio per le discriminazioni, tra neri e bianchi, tra poveri e ricchi, tra ignoranti e acculturati, il disagio per l’ingiustizia della giustizia, per la violenza dei rapporti, sono stati narrati e visti attraverso gli occhi di una bambina, filtrati dalla vivace ingenuità dell’infanzia, miracolosamente libera e spregiudicata.
Molti gli apprezzamenti fatti alla figura del padre Atticus, educatore, che lascia all’esempio della propria condotta quotidiana, e non alle parole, il compito di insegnare la vita ai suoi ragazzi.

Grande ammirazione per la delicatezza e leggerezza con cui la scrittrice ha denunciato una serie di problematiche

L’autrice Harper Lee

che vanno dal condizionamento culturale, che influenza negativamente il genere femminile limitandone la creatività, artistica, fisica e culturale, al tema del razzismo, problematiche che ancora ai nostri giorni, non si possono ritenere risolte, ma che tuttora sono in continua evoluzione
Qualcuno ha commentato che per la prima volta, per questo romanzo, non ci sono state critiche o appunti sullo stile; tutta l’opera è risultata omogenea al pensiero che fortemente la sosteneva. Una identità tra motivazione e mezzo che la rende inscindibile tra le sue parti.

Il film omonimo vincitore di tre premi Oscar.

Qualcuno ha commentato che iniziando la lettura ha pensato che fosse un romanzo per ragazzi, ma che poi è parsa evidente la sua natura di opera narrativa che può essere letta trasversalmente a tutte le età e naturalmente consigliata sia ai ragazzi, ma soprattutto ai loro educatori.


Il gruppo di lettura interverrà giovedì 4 maggio in biblioteca alle ore 17.30 per incontrare il poeta conterraneo Matteo Fantuzzi che da poco ha pubblicato per la Feltrinelli la sua nuova raccolta “La Stazione di Bologna”.

Il gruppo di lettura, inoltre, la sera del 18 maggio, andrà in trasferta presso la biblioteca del Quartiere Pilastro per incontrare insieme al GDL gemellato “I pilastri della mente”,l’autore Gianluca Morozzi e commentare insieme a lui alcune delle sue innumerevoli opere.


Il prossimo incontro del gruppo di lettura in biblioteca è previsto per martedì 23 maggio 2017 ore 20,45 e ci confronteremo sulla lettura del romanzo “L’età dell’innocenza” della scrittrice americana Edith Wharton.


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“La donna che sbatteva nelle porte” – GDL 126°

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di Roddy Doyle

Martedì 21 marzo 2017

Diciotto i lettori che ieri sera si sono ritrovati in biblioteca per commentare il libro dell’irlandese Roddy Doyle “La donna che sbatteva nelle porte” del 1996.
Il titolo del romanzo già faceva presagire al contenuto… violenze del marito sulla moglie e alcoolismo.
Poche lettrici hanno percepito il romanzo talmente violento da renderne insopportabile la lettura, ma, per la maggioranza dei lettori, l’autore ha saputo trattare questo argomento/denuncia con ironia e quasi con leggerezza…
copertina La donna che sbatteva nelle porteI lettori maschi hanno trovato il personaggio femminile di Paula molto aderente alla sensibilità femminile e hanno chiesto alle donne presenti il loro fondamentale parere e la quasi totalità delle lettrici lo hanno trovato assolutamente aderente e plausibile, tanto da ritenere, per chi non conosceva l’autore, che fosse stato scritto da una donna, solo poche voci hanno trovato il personaggio uno stereotipo.
Uno dei lettori ha sottolineato che questa violenza è tipicamente irlandese, mentre altri hanno ribattuto che le percosse alle donne sono una piaga universale che purtroppo attraversa le diverse culture nazionali, ma anche i diversi strati sociali.
Per alcuni lettori la storia familiare e culturale di Paula non le permetteva di riscattare la sua condizione e che solo la sua natura di “madre” e il pericolo che ha percepito ai danni della figlia, le ha dato il coraggio di ribellarsi, paragonando e riconducendo la protagonista a mera “femmina della specie”, a puro istinto animale.
Per alcuni sesso e maltrattamenti sono entrambi frutto della “passione” e si è ricorsi all’etimologia del termine passione: esso è riconducibile sia al participio perfetto del verbo latino pati, passus, che significa letteralmente sofferto, sia al greco πάθος (pathos) che racchiude anch’esso il senso della sofferenza, ma indica inoltre una forte emozione. Nella cultura cattolica quella più famosa è quella della via crucis…
I commenti sullo stile del romanzo sono stati favorevoli L’uso dei flash back è stato magistralmente utilizzato, era indispensabile per accedere al flusso dei pensieri e dei ricordi e per arrivare gradualmente alla fase finale della vera e propria denuncia, che è il nocciolo di questa pseudo biografia.

L'autore Roddy Doyle
L’autore Roddy Doyle

Lo scopo del romanzo ha raggiunto senz’altro lo scopo, infatti molto si è parlato delle violenze sulle donne, della mancanza di solidarietà che permette il protrarsi delle violenze e delle nuovissime leggi che ora permettono al personale medico di poter inoltrare denuncia per le violenze constatate.
Molti non conoscevano l’autore e ora si sono proposti di leggere altre delle sue opere.


Il prossimo incontro del gruppo di lettura in biblioteca è previsto per martedì 18 aprile 2017 ore 20,45 e ci confronteremo sulla lettura del romanzo “Il buio oltre la siepe” della scrittrice americana Harper Lee.


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“Stirpe” – GDL 112°

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di Marcello Fois

lunedì 14 dicembre

Ieri sera erano sedici i lettori presenti in biblioteca a commentare il libro letto: “Stirpe” di Marcello Fois, primo libro dei tre che completano la saga della famiglia Chironi.
Alcuni lettori hanno notato che i capitoli prendono il titolo dalle tre cantiche dantesche, solo che l’ordine è sovvertito: il primo è il Paradiso , dura poco 1889-1900, circa 35 pagine. Poi si precipita nell’Inferno, e include due guerre: dal 1901 al 1942, e sono quasi 200 pagine. Una decina di pagine, infine, per il Purgatorio e si tira un sospiro di sollievo, è un surrogato di felicità, ma ci si deve accontentare.Marcello-Fois-Stirpe
Alcuni lettori hanno apprezzato che lo scrittore, attraverso la storia di questa famiglia dell’entroterra sardo non fa altro che raccontare lo sviluppo e la crescita di un’intera nazione e di un determinato periodo storico dai primi del 900 alla fine della seconda guerra mondiale.
La storia di questa famiglia comincia più di cento anni fa. un altro mondo, un’altra lingua, altre condizioni di vita, distanze infinitamente più lunghe: che cosa era l’Italia, a trent’anni dall’Unità, per la Sardegna? E Marcello Fois è capace di ricreare quel tempo, quel mondo, quella società, quel linguaggio così da permetterci di entrare anche noi nella storia che racconta e di identificarci con i suoi personaggi, il vestiario, le usanze, i pregiudizi, la prima guerra mondiale le malattie endemiche della Sardegna, la sua natura aspra, la comparsa delle camicie nere: c’è tutto nel romanzo di Fois.
Ad alcuni lettori è risultato difficile seguire il romanzo che procede a volte con il passo del gambero, tornando indietro per offrirci un’altra visuale degli avvenimenti, per altri lettori è proprio questa un’ottima maniera per dare spessore al racconto.
Alcuni lettori hanno sottolineato la capacità dello scrittore di entrare nell’animo sia dei protagonisti della storia narrata che nella psicologia comune di un po’ tutte le famiglie numerose: quell’essere a volte così diversi e così simili.
Altri lettori hanno evidenziato che i personaggi di Fois sono vittime ed eroi; cadono sotto i colpi inferti dal destino e dagli eventi più cruenti della storia. sono figure splendide, cariche di pathos, capaci di trasmettere tutto il loro dolore, alternando momenti di crudo realismo a momenti in cui prevale il bisogno di abbandonarsi al sogno, fantasticando di un mondo migliore e permettersi nuove agiatezze. È per questo che la malasorte si è abbattuta sui Chironi? Perché bisogna defilarsi per non suscitare invidia? Michele Angelo, il capostipite lo ha fatto ma, a quanto pare, a nulla è servito.
Molti lettori hanno espresso la volontà di completare la saga con la lettura degli altri due libri che la completano: Nel tempo di mezzo e Luce perfetta.


Il prossimo incontro del gruppo di lettura in biblioteca è previsto per Martedì 19 gennaio 2015 ore 20,45 e ci confronteremo sulla lettura di A ciascuno il suo, di Leonardo Sciascia


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“Agnes Browne mamma” – GDL 111°

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di Brendan O’Carroll

17 novembre 2015

Ieri sera erano diciotto i lettori presenti in biblioteca a commentare il libro letto: “Agnes Browne mamma” scritto nel 1994 dall’irlandese Brendan O’Carroll
Il romanzo ha riscosso un quasi unanime caloroso gradimento per la leggerezza e ironia con cui l’autore ha trattato la storia di Agnes, giovane vedova con sette figli a carico, che può essere considerata una tipica rappresentante del proletariato urbano irlandese della metà del ‘900.copertina
Grande l’apprezzamento per la descrizione delle figure femminili che sono risultate delle vere eroine, così come per l’autore, figlio minore di undici fratelli, che dichiara di avere grande riconoscenza per le figure fe

Brendan O'Carroll
Brendan O’Carroll

mminili che hanno circondato la sua infanzia. La povertà economica della società descritta è compensata da una grande ricchezza di sentimenti e solidarietà tra amiche, compagni di lavoro, gestori di pub… e di tutto il quartiere.
L’opera è stata molto apprezzata, inoltre, per la sua capacità di raccontare la gente d’Irlanda, l’orgoglio dei ragazzi e il fortissimo senso di appartenenza che li unisce e chi gli conferisce grande dignità e forza.
Graditissima la lettura anche per la sua comicità, ricordiamo infatti che Brendan O’Carroll, autore, attore, regista, sceneggiatore e commediografo, è uno dei più celebri showmen irlandesi, la sua carriera è stata un susseguirsi di trionfi: dall’acclamato programma radiofonico Mrs Browne Boys fino ai grandi successi teatrali e alla fama internazionale regalatagli dal film La storia di Agnes Browne, tratto dal primo libro della serie che è l’oggetto del nostro incontro.
Poche e isolate le voci contrarie che non si sono lasciate coinvolgere dallo spirito irlandese, ma hanno soprattutto percepito una buona narrazione costruita per ottenere un buon prodotto commerciale e la storia stessa basata sullo stereotipo irlandese, la birra e l’orgoglio equivalenti alla nostra pizza e furberia.


Il prossimo incontro del gruppo di lettura in biblioteca è previsto per lunedì 14 dicembre 2015 ore 20,45 e ci confronteremo sulla lettura di ”Stirpe”dell’autore di origine sarda Marcello Fois.


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