Notizie dal gruppo di lettura GDL(53°)

“La regina disadorna” di Maurizio Maggiani.


Giudizio unanime positivo sulle grandi capacità d Maggiani di usare la scrittura con un ricco e colto vocabolario e su molti livelli descrittivi, ma anche calda, penetrante e avvolgente.
È stato difficile, per alcuni, seguire la linea temporale del romanzo che è un continuo avanti e indietro nel tempo e un continuo di incisi che riportano e rimandano ad altre storie e poi, seguendo senz’altro un progetto ingegneristico, una linea di comunicazione tra i personaggi e il tempo che troverà una sua “chiusura” in un ritorno al passato che oggi anche la cultura occidentale definirebbe “karmico”.
Per alcuni questo apparente divagare ha ricordato il raccontare dei vecchi che partono da un evento e si ritrovano divisi in mille rivoli di altre storie da cui ripartire e con possibilità infinite di percorsi diversi….
Nel nostro romanzo tutto poi si ritrova, alcuni personaggi spariranno così come dalle nostre vite incontri apparentemente importanti, si riveleranno meteore ininfluenti, a posteriori, nella nostra storia complessiva.
Quasi tutti i lettori hanno percepito con “fastidio” il doppio registro o come è stato giudicato il “doppio romanzo” che improvvisamente compare a metà dell’opera.

l'autore Maggiani

La prima parte è quasi una saga familiare, ambientata nella Genova della prima metà del Novecento e che culminerà nella guerra e da lì, dopo una pausa di assestamento, improvvisamente il cambio di registro. Il nostro “eroe minimalista” parte missionario per isole di sogno all’altro capo del mondo e, se possibile, ancora più lontane, presso un mite e sereno popolo ex antropofago. Qui scoprirà i segreti della Natura, del tempo, dell’ozio che ozio non è. Grande luce e spazi si contrappongono al buio e all’ombra dei carruggi genovesi. Molto tempo dedicato al racconto e alla narrazione.
Progetti grandiosi ma anche vani, una Vespa e l’infallibilità del papa… e dopo dieci anni il ritorno e così, come in precedenza già avvenuto, la linea sinusoide degli eventi e del tempo ritorna.
L’anello spezzato da un elefante ai tempi della nonna si ripresenterà in una drammatica geometria di “ritorni” e questa volta sarà un cavallo, o a causa di lui, che si ri-spezzerà l’anello in una predestinazione che ci disarma e annienta la nostra illusione di determinismo.
Solo un paio di voci, ma forti e decise, si sono levate a favore di questa struttura del doppio romanzo, difendendo l’opera che solo in questa “dicotiledomia” diventa unica forte e poderosa.

Il prossimo incontro è stato fissato per martedì 18 gennaio ore 20.45, sempre in biblioteca. Il libro che leggeremo sarà “Col corpo capisco” di David Grossman.
Chi fosse interessato può chiedere in biblioteca o telefonare allo 051940064 o scrivere a [email protected]

Buone letture a tutti.

One Comment on Notizie dal gruppo di lettura GDL(53°)

  1. Silvia Frassineti ci scrive :
    Maurizio Maggiani “La regina disadorna” Feltrinelli Gruppo di Lettura Dicembre 2010
    La vita parallela di Shasha e del bel Paride, l’inventore e lo scaricatore al porto di Genova, la donna forte e misteriosa e l’uomo semplice e gioviale, il loro amore ed il figlio Giacomo, (che non sembra essere figlio loro tanto è diverso da entrambi così ameba), che diventa prete dopo che ha visto morire suo padre partigiano.
    Un mondo pieno di lavoro di passioni quello della Genova degli anni ’20 del Novecento fino alla II Guerra Mondiale, dove si intrecciano storie di prostitute, di scaricatori, di marinai e di principi.
    Padre Giacomo, nella seconda parte, o meglio nel secondo libro, viene mandato come giovane prete in una lontana e minuscola isola della Polinesia. Non è un predicatore, ma un uomo del fare, forse l’unica cosa che lo accomuna ai suoi genitori. Si adatta molto bene in questo mondo così lontano in tutti i sensi da quello che ha conosciuto fino a quel momento, con il re Johnny comincia l’esplorazione dell’isola per costruire una strada e una lunga amicizia con il re e la sua gente.
    La strada che per dieci anni si continuerà a ricostruire ed ogni volta crollerà sarà comunque un modo di cementare la comunità e il giovane prete non più così straniero.
    Alla fine l’evacuazione della popolazione per esperimenti atomici, la morte del re sulla motocicletta e quindi l’obbligo per Giacomo di sposare Lucy la figlia del re e divenire re a sua volta, precipiteranno la situazione a distruggere forse per sempre un mondo idilliaco.
    Il matrimonio resta casto, ma per Giacomo l’unica idea è tornare nell’unico posto che conosce, Genova dove vive ancora Shasha che aspetta l’elefante che travolgerà il suo destino come anni prima aveva schiacciato e ucciso sua madre quando lei era ancora bambina, determinando lo smembramento della sua famiglia.
    Sarà di nuovo il cavallo Ursus a provocare involontariamente l’incidente fatale per Giacomo prima che possa rivedere Shasha o l’amato padrino Giaguaro, il quale lo riconosce solo nel momento in cui scompare sotto il carro.
    Una storia molto bella e piena di personaggi fantastici nella prima parte ambientata a Genova: Alberico il padre di Shasha , Camilla la madre, Maria Altare o la Combattuta (la prostituta,in fondo deus ex machina), Giggi Trefelfun o Duca di Mantova rigattiere in affari con Shasha di giorno e capo claque del Carlo Felice la sera, lo zio di Paride, il Giaguaro calderaio, oltre naturalmente ai protagonisti Shasha e Paride.
    La seconda parte in Polinesia è molto molto più debole e difficile da ricordare.

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